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Il Natale

Anticamente a Orotelli l’otto Dicembre era una festa molto sentita. Infatti si diceva che la Madonna aspettasse Gesù per l’otto, ma essendo anche lei una donna come le altre, aveva sbagliato la data e Gesù nacque il 25 Dicembre. Per questo motivo l’otto Dicembre rimase per sempre la festa della Madonna e già da tale giorno si allestiva il presepe (solo in alcune case) e nella chiesa di San Giovanni Battista. Sull’altare maggiore di fronte all’ingresso si preparava la capanna di lauro, corbezzolo, asparagina illuminata da cento candele fra le quali si scorgeva Gesù Bambino adagiato sulla paglia, Maria, Giuseppe, i pastori e i Re Magi. Edoardo Zoroddu Edoardo Zoroddu

Il 16 Dicembre iniziava la novena di Natale che si celebrava la sera. Il 24, giorno della vigilia, nelle case si preparava il pane di semola, su pane de Pasca ‘e Nadale. Intanto le donne più anziane digiunavano a pane e acqua. Rossella Cuccu Rossella Cuccu

I contadini e i pastori, prima dell’ora solita rientravano dalla campagna. Al rintocco dell’Ave Maria tutta la famiglia era al completo attorno al focolare nel quale veniva messo un grosso ceppo, su truncheddu ‘e notte ‘e chena che doveva ardere tutta la notte e il giorno di Natale; quando si spegneva, gli avanzi si conservavano perché avevano le virtù di fugare le tempeste e gli spiriti maligni. I più fedeli consumavano una povera cena, sa succhena, per osservare il digiuno. Mattia Marteddu Mattia Marteddu

Le campane suonavano allegramente fino a tarda notte poi tutti si preparavano per la messa solenne di mezzanotte, missa ‘e puddu. Quando iniziava la messa una stella luminosa veniva lentamente tirata con una cordicella dalla porta verso l’altare maggiore. A mezzanotte la stella giungeva alla capanna e si fermava vicino al bambino. A quel punto mentre le campane suonavano festosamente, in chiesa si intonava una dolce ninna nanna a Gesù bambino:

Celeste tesoro
D’eterna allegria
Dormi vida ‘e coro
Reposa a ninnia
S’anghelu avvisadu
Ata sos pastores
Ennidu est su Segnore.
Sos tre res d’oriente
Enini imbiados
Attini su presente
Tottu imbrenucados
Attini su presente
Incensu mirra e oro
Sos tres res d’oriente
Pro te vida ‘e coro.

[Celeste Tesoro,
di eterna allegria
dormi, vita del mio cuore,
riposa, ninna nanna.
L’angelo ha avvisato
i pastori.
E’ nato il signore.
I re magi
sono stati mandati,
portano i doni.
Tutti inginocchiati
portano i doni:
incenso, mirra e oro
per te, i tre re d’oriente,
per te, vita del mio cuore]

Intanto, nella piazza della chiesa, gli uomini sparavano cento colpi di fucile in segno di gioia per la nascita di Gesù. Finita la messa il sacerdote prendeva il bambinello e lo porgeva ai fedeli per baciarlo. Usciti dalla chiesa tutti si scambiavano gli auguri dicendo: a bonas pascas e si rispondeva: custas e atteras.

Per le strade i bambini cantavano:

Nanniseddu nanniseddu, no zuchete manteddu, no zuchete corittu, in tempus de vrittu, no narat titia, dormi vida e coro, reposa a ninnia.
(Gesù bambino non ha pannolino, né giubbino, in questo tempo freddo non si lamenta; dormi vita del mio cuore, riposa ninna nanna). Giovanna Pittalis (disegno a sinistra) e Giovanni Sotgiu (disegno a destra) Giovanna Pittalis (disegno a sinistra) e Giovanni Sotgiu (disegno a destra)

Poi tutti facevano ritorno a casa dove consumavano la cena accanto al ceppo acceso e facevano festa mangiando e bevendo. In molte famiglie il giorno di Natale si uccideva il maiale perché questo era l’unico giorno libero per i contadini e per i pastori. Nelle case bollivano le pentole piene di fave e lardo e negli spiedi le coratelle. All’ora di pranzo la famiglia si sedeva attorno al tagliere di legno per mangiare fave, patate, lardo e bere del buon vino.

Le tre messe solenni che venivano celebrate a Natale si chiamavano: la prima missa ‘e puddu perché veniva celebrata al primo canto del gallo; la seconda missa ‘e albores perché si celebrava all’alba e a questa partecipavano le persone che osservavano un periodo di lutto; la terza missa mazzore ossia la messa cantata.

Le vecchie di Orotelli spiegavano in questo modo il significato delle tre messe solenni:

Custas tres missas cantadas
De sa Pasca ‘e Nadale
A chie sun applicadas:
sa prima a su purgadoriu
pro dare prus ajutoriu;
sa seconda est a s’inferru
sa terza a sa corte celestiale.

[Queste tre messe cantate
per la festa del Natale
a chi sono dedicate:
la prima al purgatorio
per dare aiuto alle anime
la seconda all’inferno
la terza al paradiso.]

La festa di Natale si protraeva fino all’Epifania detta Pasca ‘e sos tres res. In quel giorno la gente cantava a Gesù bambino:

Rezzide custu presente
Chi bos dan de tottu coro
Incensu , mirra ‘e oro
Sos tres res d’oriente.


[Ricevi questo regalo
che ti portano con tutto il cuore,
incenso, mirra e oro,
i tre re d’oriente.] Floriana Sedda Floriana Sedda

Feste e usanze di Orotelli (Festas e usanzias de Oroteddi)
Ricerca degli alunni della classe IV
Istituto Comprensivo Statale Scuola infanzia, elementare e media Orotelli
Anno scolastico 2006/2007
A cura dell’Insegnante Patrizia Rizzi

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