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La Festa di Sant'Isidoro

Orotelli, nell’antichità, era un paese agro-pastorale. La maggior parte della popolazione era formata da contadini “massaios”. Questi, o per lo meno quasi tutti, possedevano una coppia di buoi e il carro, mezzi necessari per lo svolgimento del proprio lavoro. I buoi erano importanti per i contadini perché oltre a trascinare l’aratro per lavorare la terra servivano anche per il trasporto del grano, della legna, della frutta ecc. Si dice che in quel periodo le coppie di buoi fossero addirittura cento, perché tanti erano i contadini che li possedevano. Esistevano anche i contadini che lavoravano la terra solo con la zappa,”su marrone”; questi erano chiamati “narbonaios”. Marco Lostia Marco Lostia

I buoi erano quindi un grande capitale necessario al sostentamento delle famiglie. Per aiutarsi a vicenda a proteggere i loro buoi, i contadini avevano formato un’associazione di “barraccellos”, ossia un corpo di vigilanza vero e proprio; i quali barraccelli, a turno, di giorno e di notte, dovevano sorvegliare i buoi mentre erano al pascolo perché nessuno li rubasse. Se disgraziatamente moriva qualche bue oppure lo rubavano, tutti si quotavano per aiutare il compagno a ricomprarlo.
Il protettore dei contadini era Sant’Isidoro e ogni anno, il 9 Maggio si faceva una grande festa in suo onore per invocare la sua protezione. Giuseppe Brau Giuseppe Brau

Alcuni giorni prima, i bambini del nostro paese andavano in campagna per cogliere fiori selvatici per farne collane per adornare i buoi. La mattina del 9 maggio, nella piazza San Giovanni, si riunivano tutti i contadini con i loro buoi adornati: nelle punte delle loro corna avevano infilzata un’arancia, mazzi di fiori variopinti scendevano dalle corna e sulla testa avevano dei fazzoletti ricamati che formavano un triangolo sulla fronte.

Quando tutti i buoi erano ben schierati il sacerdote dava la benedizione; poi quattro contadini prendevano la statua di Sant’Isidoro e si faceva la processione per le vie del paese recitando il rosario. Le persone che non erano potute andare in chiesa, al passaggio della processione si affacciavano alle porte o alle finestre e lanciavano sulla statua petali di fiori per invocare la protezione del Santo. Alla fine del giro per le vie del paese, il corteo entrava in chiesa dove veniva celebrata la messa. Durante il pomeriggio la festa proseguiva con i balli sardi in piazza S. Giovanni . Costantino Nieddu (disegno a sinistra) e Emanuele Serra (disegno a destra) Costantino Nieddu (disegno a sinistra) e Emanuele Serra (disegno a destra)

POESIA DE SOS MASSAIOS

Pro cumpensare tottu sa vadica
De su tribballu chi vachete chin sa manu
Chin d’unu ranu b’enzat chentu ispicas
E cada ispica iucat chentu ranos
E gai su massaiu hat profittu
E peri su poveru diventat riccu.

[POESIA DEI CONTADINI

Per ricompensare tutta la fatica
del lavoro manuale
da ogni chicco di grano nascano cento spighe
e ogni spiga contenga cento chicchi
e così il contadino guadagna
e anche il povero diventa ricco.] Alessia Zoroddu (disegno a sinistra) e Giusy Putzulu (disegno a destra) Alessia Zoroddu (disegno a sinistra) e Giusy Putzulu (disegno a destra)

Feste e usanze di Orotelli (Festas e usanzias de Oroteddi)
Ricerca degli alunni della classe IV
Istituto Comprensivo Statale Scuola infanzia, elementare e media Orotelli
Anno scolastico 2006/2007
A cura dell’Insegnante Patrizia Rizzi

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